En attendant Merkel

Il discorso che il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy ha tenuto ieri a Tolone è servito quantomeno a mettere in chiaro che la Francia è determinata a difendere l’euro. Anche perché se la moneta unica crolla, ha scandito Sarko, cade anche la costruzione europea. Sarebbe dunque la sconfitta dell’Europa, ma anche della Francia che si troverebbe con una moneta più debole.
2 DIC 11
Ultimo aggiornamento: 17:24 | 13 AGO 20
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Il discorso che il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy ha tenuto ieri a Tolone è servito quantomeno a mettere in chiaro che la Francia è determinata a difendere l’euro. Anche perché se la moneta unica crolla, ha scandito Sarko, cade anche la costruzione europea. Sarebbe dunque la sconfitta dell’Europa, ma anche della Francia che si troverebbe con una moneta più debole. Il ragionamento è logico, date le interconnessioni che vi sono, oramai, fra la finanza e l’industria francese e il resto dell’Eurozona. Secondo Sarkozy, il trattato di Maastricht è difettoso, perché non prevede sanzioni per i paesi che derogano alle regole di bilancio e pertanto la condizione per gli interventi europei a sostegno degli stati in difficoltà consiste innanzitutto nel rendere vincolanti tali regole. In realtà non si tratta, però, solo di una innovazione riguardante il rispetto dei canoni, ma anche di una loro modifica, perché al criterio del 3 per cento come tetto al deficit verrà di fatto sostituito quello dell’equilibrio del bilancio, che ciascuno stato dovrà scrivere nella propria Costituzione. E’ evidente che con questo mutamento diventerebbe più facile superare l’ostacolo che il Trattato europeo presenta con riguardo ai compiti della Bce come prestatore di ultima istanza nei confronti dei governi. Infatti in caso di equilibrio di bilancio, non si tratterebbe di sovvenzionarne i deficit ma di sorreggere sul mercato secondario i debiti pubblici in essere. “La Bce è indipendente e lo resterà – ha spiegato – Sono convinto che di fronte al rischio deflazionistico che minaccia l’Europa la Banca centrale agirà”. Sarkozy quindi ritiene che se gli stati accetteranno l’obbligo vincolante garantito con sanzioni all’equilibrio del bilancio, la Bce si comporterà in modo adeguato per la difesa dell’euro. Non è un invito formale a farlo, ma un via libera a tale linea.

Il presidente francese è stato più vago
sul Fondo europeo di stabilità, che dovrebbe alleggerire i compiti della Bce, perché non ha specificato con quali mezzi esso si finanzierà per svolgere questa azione di natura comunitaria. Il suo discorso si è configurato in definitiva come la risposta ragionata dell’orgoglio francese alla politica dei banchieri di Londra che preparano gli strumenti legali e finanziari per fronteggiare la caduta dell’euro. Resta da vedere se ciò basterà a indurre Angela Merkel al realismo.